Savoca

07-Savoca

Sul crinale di un colle bivertice, a 300 m s.l.m., sorge Savoca, “terra ferace di gagliardi ingegni”. Sull’origine del nome la più accreditata tra le varie ipotesi é collegata al “sambuco” un cui ramoscello é riprodotto nello stemma del Comune. Fondata nel 1134 da Ruggero II, la Baronia di Savoca ebbe come Signore pro tempore l’Archimandrita di Messina che in Savoca teneva una residenza estiva.

Leggi tutto: Savoca

Santa Teresa di Riva

11-STeresa-Riva

 Questa ridente cittadina, posta sulla riviera jonica tra la Fiumara d’Agrò e il torrente Savoca, a Nord della foce del fiume Alcantara, si distingue per la sua origine. I Fenici, navigatori audaci e abilissimi artigiani, vi formarono una stazione commerciale che chiamarono “Tamaritio”. Le Torri riassumono la sua storia fin dalla caduta dell’Impero Romano. La Torre del Baglio, detta “delle ciavole” era quadrata; al piano superiore si accedeva per mezzo di un terrapieno che dava ad una delle finestre. Si ergeva assieme ad alcune case in mezzo ad un ampio cortile, “bagghiu”.

Leggi tutto: Santa Teresa di Riva

Sant'Alessio Siculo

03-SantAlessio

Noto fin dai tempi più remoti per la suggestiva bellezza del suo promontorio (un enorme blocco di dolomia argentea e rilucente) tutto proteso nelle acque di smeraldo.
I primi colonizzatori Greci lo chiamarono “Arghennon Akron” “Capo d’argento”. Con l’avvento dei Romani assunse il nome di “Promontorium”. Durante la dominazione Araba il Capo di S. Alessio venne denominato “Ad dargah”, “la scala”, e tale rimase almeno fino alla venuta dei Normanni. Nel 1117, nell’atto di donazione con il quale Ruggero II concesse le terre di Forza d’Agrò al Monastero Basiliano dei SS. Pietro e Paolo, appare per la prima volta l’iscrizione “Scala Sancti Alexi”, da qui la denominazione definitiva che andrebbe collegata all’Imperatore Alessio I Cammeno di Costantinopoli che soggiornò nel castello.

Leggi tutto: Sant'Alessio Siculo

Roccafiorita

Roccafiorita-riviera-jonica-taormina    

E’ il Comune più piccolo dell’entroterra jonico-peloritano. Le sue origini risalgono al periodo feudale quando Pietro Balsamo, Marchese di Limina e proprietario del feudo “Acqua Grutta” (Grande Grotta), viene “abilitato” a costruire in quel feudo una cittadina. Pochi decenni dopo Acqua Grutta assunse il nome di Rocca-Kalfa a sintesi del Monte che la sovrasta e poi Roccafiorita, dal latino medievale Rocca Florida.

In seguito ad investitura Pietro Balsamo fu confermato Principe di Roccafiorita. Alla morte del Principe, privo di eredi, il feudo passò al nipote Pietro Bonanno che assunse anche il cognome Balsamo.

Il Principato Balsamo-Bonanno si perpetuò nel tempo, annoverando nel suo rango uomini illuminati che svolsero un valido ruolo nel contesto politico-economico della Valle D’Agrò e più in generale della Sicilia. Dal 1929 al 1946 Roccafiorita fu aggregato al Comune di Mongiuffi Melia. Nel 1947 ha riottenuto la sua autonomia amministrativa. Fratello minore dei centri abitati dell’alta Valle Dell’Agrò, questo grazioso ed amabile paesetto dal nome gentile suscita immediata simpatia. Disteso su un pianoro, quasi addossato alle braccia amorfe del Monte Kalfa, come a protezione, è circondato da una campagna odorosa e verdeggiante. Il paese è dominato dal Santuario Della Madonna dell’Aiuto, in posizione suggestiva sulla cima del Monte Kalfa nel gruppo della Montagna Grande. Sulla costruzione del Tempio, una storia emozionante. Tre bambini di Roccafiorita, Carmelo, Alessandro e Filippo, fecero voto che da grandi avrebbero costruito un monumento alla Vergine. Nel 1942 Carmelo, nel corso di una battaglia, invocò l’aiuto della Madonna. Per l’avvenuta grazia commissionò a Roma la statua che aveva promesso da bambino, che si può ancora ammirare all’interno del Santuario. Per la sua ridente posizione, il clima mite, la quiete, il rimo di vita a misura d’uomo Roccafiorita si propone per un soggiorno gradevole e tonificante. L’economia del paese si fonda sulle risorse agro-pastorale. Da Roccafiorita si gode un panorama incantevole con a Sud-Ovest l’Etna ed a oriente la riviera jonica.

 Monumenti
 Chiesa Maria SS. Immacolata.
 Santuario della Madonna dell’Aiuto sul
Monte Kalfa a 1000 m. di altezza.
Grotta Storica, con tabernacolo della
Madonnina.

Itinerari culturali ed escursioni
Maria Santissima Immacolata. Santuario Madonna dell’Aiuto a 1000m. di altitudine sul Monte Kalfa. Grotta Storica con statua della Madonnina.

Tradizioni
Festa in onore di S. Filippo d’Agira 12 Maggio. festeggiamenti in onore della Madonna dell’Aiuto (venerdì, sabato e domenica dell’ultima settimana di Agosto) di notevole richiamo turistico-religioso, durante la quale il Comune organizza varie manifestazioni culturali e ricreative.

Prodotti e piatti tipici
Insaccati di carne suina, salsicce, formaggi e ricotta. Olio vergine d’oliva. Frutta. Ortaggi. Vini. Maccheroni casarecci, lepri, conigli, beccacce, quaglie, carne di castrato cotta nel forno a legna.

Notizie utili
La” Casa del Pellegrino” di proprietà
comunale, con 60 posti letto,luogo ideale per
riunioni di gruppi di preghiera.
Palazzetto dello Sport.
Si arriva dall’autostrada A 18 uscita S. Teresa
di Riva SS. 114 SP. 12 S. Alessio Siculo -
Roccafiorita e SP 11 Letojanni-Mongiuffi Melia.
Municipio: Tel. 0039-0942-726039
Fax 0039-0942-726135

 

Limina

limina

  Etimologicamente al nome di “Limina” viene data una duplice origine: secondo alcuni deriverebbe dal greco “Limnè” cioé “Palude”, per via dei terreni acquitrinosi che si trovavano sul suo territorio; secondo altri dal latino “Limen” che sta per “Confine”, in quanto delimitava di fatto i territori di Taormina e di Messina. Un testo di storia antica conservato nell’Università di Messina, riporta la notizia che a Nord di Limina, intorno al 260 a. C., fu combattuta una battaglia fra Romani e Cartaginesi, mentre questi ultimi tentavano un’incursione verso la zona jonica. Nel 66 d. C., passò da Limina S. Filippo iriaco o D’Agira sostando in una contrada del paese denominata “Passo Murazzo” e qui vi fondò una comunità cristiana.

Leggi tutto: Limina

Forza d'Agrò

Forza-dAgro  Del casale, noto col nome di “Vicum Agrillae”, si ha notizia in un documento del 1117, quando fu donato con i suoi abitanti al Monastero dei SS. Pietro e Paolo d’Agrò. Il termine “Forza” compare nei documenti della prima metà del sec. XIV, quando una nuova famiglia feudale edificò il proprio castello nel casale di “Forza”, avviò una nuova gestione amministrativa e ne agevolò lo sviluppo edilizio. In seguito il borgo fu soggetto a un magistrato reale ed ebbe quindi ordinamento demaniale. Nel 1810 la fortezza di Agrò fu occupata dalle forze britanniche.

Leggi tutto: Forza d'Agrò

Casalvecchio

 casalvecchio-02aFondato in epoca bizantina da monaci provenienti dalla Siria e dall’Egitto, fu chiamato Palachorion. Durante l’invasione araba fu detto Calathabiet, ed infine Rus Vetus (casale vecchio). Nel XVIII Sec. Casalvecchio ebbe un notevole sviluppo economico con conseguente incremento demografico, grazie all’allevamento del baco ed alla produzione e lavorazione della seta. Oggi le opportunità lavorative nel settore agricolo ed artigianale si sono ridotte notevolmente. Le maggiori potenzialità di sviluppo si indirizzano nel settore turistico, data la sua felice collocazione nell’entroterra a breve distanza dai paesi marittimi della Riviera. Imponente il suo patrimonio architettonico.

Leggi tutto: Casalvecchio

Antillo

antillo-03

Posto in territorio montuoso, é il Comune più distante dalla costa jonica, quasi a cavallo dei peloritani, sulla via del Tirreno. La sua antica origine “ante illius” (prima di loro), affonda le radici nella leggenda: una grande incavatura a Sud-Est della montagna Grande avrebbe salvato gli indigeni dal diluvio universale. Sicuramente un popolo orgoglioso e tenace in un ambiente naturale “forte”. Sotto i Romani, i pochi abitanti si erano radunati attorno all’unica chiesa eretta sul monte Schia, dove si venerava S. Giorgio. In seguito, minuscole comunità si insediarono nella sottostante valle (Pinazzo) e nei terreni circostanti il torrente Antillo.

Leggi tutto: Antillo

Gastronomia

Tradizioni

Natura

Territorio

Storia