Trekking

 

Fiume Agrò     La Valle d'Agrò, sul versante Jonico dei Peloritani, è un territorio di staordinaria bellezza, ideale anche per una vacanza, immersa nella natura mediterranea. Tanti e diversi sono i sentieri di questa vallata. Interessati escursioni possono alternarsi a trekking ed escursionismo di vario tipo, proponendo, itinerari alternativi che offrono paesaggi inediti della costa jonica e consentono di raggiungere i siti più importanti della Valle e le aree naturali più suggestive.

 

ANTILLO

Sentiero alla Campana per la Pace

Caratteristiche dellʼitinerario
Area geografica: Alta Valle della fiumara dʼAgrò, Comune di Antillo, Provincia di Messina 
Comprensorio montano: Dorsale dei Peloritani
 Lunghezza complessiva del percorso: km 4,8
Dislivello: 340 m
Quota massima: 803 m s.l.m. (Monte Schia)
 Tempo medio di percorrenza a/r: 3h50m 
Difficoltà: media
Natura del percorso: mulattiere, piste agricole a fondo naturale Periodo consigliato: da marzo a giugno - da settembre a novembre Interesse dellʼitinerario: storico e naturalistico
Descrizione del percorso
campana pace antilloLʼitinerario prende avvio dalla parte bassa del centro abitato dove, superato il ponte sul fiume di Antillo, si percorre la via principale della frazione Grotta, un borgo rurale che prende il nome da una caverna naturale, situata a monte delle abitazioni, la quale evoca nella popolazione locale leggende e storie tramandate verbalmente da generazioni. La grotta (a rutta) che nel passato è stata utilizzata come rifugio durante i raid aerei della 2a guerra mondiale e successivamente anche come stalla, è visitabile effettuando una breve digressione dal sentiero e impegna pochi minuti per raggiungerla. Riprendendo lʼitinerario principale si segue in salita una mulattiera che, inerpicandosi sul pendio di Pizzo Pudiciaro, attraversa aree coltivate alternate a boschi fluviali di Platano orientale (Platanus orientalis). Dopo aver superato pizzo Pudiciaro, il sentiero si innesta su una stradella di agevole fondo che conduce fino al pizzo Monaco dove è collocata la grande Campana.

 La stessa stradella, con una deviazione in direzione opposta, ci permette di raggiungere agevolmente il Giardino di Redenzione, luogo di culto e di ritiro spirituale, dotato di aree verdi attrezzate nel bosco e con ampio panorama sulla valle di Antillo. Giunto a Pizzo Monaco, lʼescursionista può sostare nellʼampio spiazzale e ammirare la Campana per la pace dedicata ai dispersi di tutte le guerre che ha una circonferenza di 6 metri e un peso di 5 tonnellate. Da qui, inoltre, si può osservare il paesaggio delle valli e della dorsale dei Peloritani, sul versante ionico, con affaccio sullʼabitato di Antillo. Guardando verso sud ovest (SW) è possibile osservare Montagna Grande (1374 metri sul livello del mare), la cui vetta segna la massima altitudine dei monti Peloritani, mentre a nord di Antillo si erge la cima della Montagna di Vernà, alta 1287 m. Durante lʼescursione non è difficile scorgere il volo planato e silenzioso di rapaci comuni come la Poiana (Buteo buteo) e il Gheppio (Falco tinnunculus), mentre in primavera talvolta si osservano specie migratrici quale il Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus) e lʼAlbanella minore (Circus pygargus). La presenza sul terreno degli inconfondibili aculei segna- la invece il passaggio dellʼIstrice o porcospino (Hystrix cristata), grosso roditore di abitudini notturne ampiamente diffuso tra i boschi antillesi. Il ritorno verso Antillo segue un breve tratto di strada asfaltata e quindi una pista a fondo naturale, diventando poi una ripida mulattiera che costeggia il fianco del monte Cozzo e che conduce fino al Fiume Antillo. Il sentiero di discesa percorre un crinale con splendide siepi di Salvione giallo (Phlomis fruticosa), un arbusto non molto comune ma particolarmente appariscente per la sua intensa fioritura di colore giallo e con qualche esemplare di Erica arborea (Erica arborea), cespuglio sempreverde con foglie aghiformi, la cui radice era utilizzata per la fabbricazione artigianale delle pipe.

Sentiero Rocca Castello

Caratteristiche dellʼitinerario
Area geografica: Alta Valle della fiumara dʼAgrò, Comune di Antillo, Provincia di Messina
Comprensorio montano: Dorsale dei Peloritani
Lunghezza complessiva del percorso: km 4,2
Dislivello: 295 m
Quota massima: 768 m s.l.m. (Rocca Castello) 
Tempo medio di percorrenza a/r: 3h 10m
 Difficoltà: medio-facile
. Natura del percorso: mulattiere, piste agricole a fondo naturale e in cemento
Periodo consigliato: da marzo a giugno - da settembre a novembre Interesse dellʼitinerario: naturalistico e panoramico
Descrizione del percorso
Lʼinizio dellʼitinerario è al centro di Antillo, allʼincrocio tra la Via Roma e la Via Castello. Da qui, si sale fino a costeggiare le ultime case dellʼabitato, addentrandosi nelle campagne poi seguendo una mulattiera. Questa, in diagonale verso nord, raggiunge una serie di rupi denominate Tre Castelli, perché su una di queste si ergono tre cuspidi naturali di roccia, formando una sorta di torre di avvistamento simile ad una fortificazione. Percorrendo sempre lo stesso sentiero,  ci permette di raggiungere la sommità della Rocca Castello. Il toponimo del monte lascia intendere che la Rocca Castello, verosimilmente, sia stata, in passato, una sorta di fortezza rupestre, fondamentale per il controllo sia della fiumara dʼAgrò. Su questa altura, lʼAmministrazione comunale di Antillo ha opportunamente protetto con un recinto di legno, unʼantica aia dove si effettuava la trebbiatura. Lʼaia, come appare ancora oggi, era pavimentata con rocce piatte e munita di un bordo composto di rocce lavorate, disposte verticalmente in modo da formare una barriera per evitare che il frumento, nel corso della trebbiatura, si disperdesse nel suolo circostante. La Rocca Castello,  è un ottimo punto di osservazione su tutta la valle di Antillo, sulla dorsale dei Peloritani e, guardando verso sud-ovest, addirittura sullʼEtna, la cui cima la possiamo ammirare dietro il crinale di Montagna Grande, alta 1374 metri s.l.m. Volgendo lo sguardo verso ovest, si ammira la vetta di Rocca Novara (o Salvatesta), splendida cuspide di roccia calcarea, denominata dagli appassionati alpinisti siciliani, il “Cervino di Sicilia” e sede di nidificazione di splendidi e rari rapaci.
Da segnalare, infine, che la Rocca Castello, nel passato, era considerata una località “magica” dalla popolazione locale tra la quale era diffusa la credenza che lʼenorme masso, tra i suoi anfratti, custodisse una “truvatura”, cioè un tesoro nascosto che poteva essere conquistato solo da chi fosse stato in grado di sciogliere lʼincantesimo che lo teneva celato.
Il percorso di ritorno verso lʼabitato di Antillo, può effettuarsi in due modi: seguendo lo stesso sentiero di salita verso la Rocca Castello, oppure compiendo una digressione di km 1,5 seguendo una stradella a fondo naturale e poi una mulattiera che conduce presso Cicala, popolosa borgata di Antillo. Da qui si percorrono 500 metri di strada asfaltata per raggiungere di nuovo lʼabitato principale ed il centro storico. Questa deviazione, oltre a darci lʼopportunità di ammirare lʼimponente mole della Rocca Catafuleo, ci consente, altresì, di attraversare terrazzamenti coltivati, alternati a piccoli boschi di Castagni (Castanea sativa), dove non è difficile rinvenire funghi pregiati come il Porcino nero (Boletus aereus), e di vetuste Querce virgiliane (Quercus virgiliana), le cui ghiande ancora oggi sono raccolte per alimentare gli allevamenti locali di suini di cui sono rinomate le lavorazioni delle carni per gli insaccati.

SAVOCA

Trekking” nella pineta comunale. Affascinante e suggestivo scenario ambientale, raggiungibile in pochi minuti dalla marina, costituisce un unicum naturale nella riviera ionica del messinese. Ai suoi margini sorge la sede comprensoriale del Corpo forestale della Regione Siciliana. Ricca di specie vegetali autoctone (incantevole è il sottobosco, quando fioriscono i gigli) è un polmone verde incontaminato dove il canto degli uccelli e lo scorrere dei ruscelli accompagna il passo dell’uomo. Contiene aree attrezzate che permettono il soggiorno degli amanti della natura e della quiete.

Il percorso del Mito

E’ insieme un percorso pedonale e una passeggiata ecologica collegata al Museo Comunale. Il percorso che interessa il mitico Pizzo di Cucco si snoda fra vecchi viottoli, antiche trazzere e colline dove abbondano i segni sempre attuali della civiltà contadina: casolari di pietra, aie , palmenti, recinti e pagliai tipici dei pastori.

Il percorso storico

Di alto valore artistico e culturale sono le visite guidate ai monumenti, alle chiese e ai musei del centro storico, ove peraltro si potranno ammirare le peculiarità dei “vicoli” degli edifici e le “sette facce di Savoca” i sette diversi punti panoramici e paesaggistici del borgo medievale.

Percorso sportivo pedonale e ciclabile nel torrente “Agrò”

E’ un percorso avveniristico che unisce natura, cultura e attività motoria. Dalla spiaggia jonica conduce alla Chiesa Normanna dei S.Pietro e Paolo d’Agrò, uno dei gioielli architettonici della Sicilia; sono presenti due teatri all’aperto e un Centro Sportivo polifunzionale che comprende pista di atletica leggera, pedane di salto in alto, lancio del giavellotto, campo da tennis, calcetto, bocce.

LIMINA

Gole San Giorgio di Passo Ranciara:

Questo luogo incantevole, che ricade nella parte alta del Torrente Agr≥, al confine tra i territori di Casalvecchio Siculo e Limina prende il nome di Gole San Giorgio di Passo Ranciara. Si può definire la contrada come un luogo inusitato e raro. Inusitato per l’alternarsi di boschi rigogliosi, superbi volteggi di uccelli, dolci colline, miti pendii che si perdono a vista d’occhio, sino a mare; uno scenario contornato magnificamente dai Monti Peloritani e concluso splendidamente dalle rive joniche. Raro perchè in pochi Km possiede un gran numero di ragguardevoli ambiti d’interesse geologico, faunistico, floristico, vegetazionale, che sono poi, i valori che rendono il luogo atipico, e che ne fanno un ambiente di grande interesse nell’intera area regionale. Lungo la strada si possono ammirare le inaccessibili e vertiginose pareti a strapiombo che ci sovrastano, bellissime per la loro natura ancora selvaggia e incontaminata, si superano un po di massi, sino ad arrivare alle cascate, alte circa 15 metri. Le Gole d’estate si possono con le dovute cautele ancora a tratti risalire, mentre in inverno le acque del torrente turbinano con una maestosa potenza.
Si raccomanda, qualora Vi avventuraste, la cautela necessaria e soprattutto di non lasciare rifiuti di alcun genere.

Casalvecchio Siculo

Le aree attrezzate demaniali
Cavagna
Da Santa Teresa di Riva, imboccare la S.P. n 23 per Rimiti,frazione di Casalvecchio Siculo, distante circa 14 km. Lungo il percorso si attraverseranno le frazioni di Misserio, Misitano indi si arriverà a Rimiti, a mezzo di una strada a mezza costa molto suggestiva. Da Rimiti prose- guire lungo la strada comunale per Antillo e dopo circa 1 km immettersi nella strada a destra che ci condurrà al Demanio Forestale Savoca. A circa 2 km dal predetto bivio,attraversando un bellissimo bosco a ca- stagno e diverse specie quercine si arriverà allʼarea attrezzata ubicata a mezza costa sul versante sud-est del torrente Misitano. Allo stato lʼarea si compone di poche strutture ricettive,panche,tavole e altalene, il tutto realizzato con legna locale, un grande sedile in pietra viva ed una fontanella con acqua sorgiva,ma si pensa che presto sarà ampliata per consentire una più efficiente fruizione da parte dei molti gitanti e visitatori sia dellʼarea in argomento che del complesso boscato circostante.
La zona è rinomata per la possibilità che offre di raccolta funghi porcini e per la bellezza dei panorami osservabili tra cui lʼEtna.
Pietre Rosse
Riprendendo la strada comunale che conduce alla strada militare spartiacque dei Peloritani, lungo una strada sterrata a quota 1000, sulla stessa curva di livello, che consente una visione complessiva del De- manio Savoca, una strada a destra, sempre sterrata, percorsa per circa 500 metri, ci porta allʼarea attrezzata Pietre Rosse ubicata in una sorta di promontorio naturale, sulla vallata del torrente Misitano.
Una fitta vegetazione arborea fa da cornice a questa amena località, ricca di castagne roverelle, lecci, platani orientali, perastri, pini neri. È presen- te anche una ricca e variegata vegetazione che compone il sottobosco. La ricettività dellʼarea è data da diverse panche e tavoli in legno realizzati in loco con legno di castagno e è presente anche una fontanella naturale di acqua sorgiva naturale. In zona è possibile anche vedere una cascatella naturale con un salto di circa 20 metri, molto suggestiva.
Piano Vernà
Proseguendo sul percorso dellʼarea attrezzata di Cavagna, a circa 1800 metri, lungo la strada sterrata tutta in salita, in area demaniale, tra secolari castagni e grandi pini neri, dopo diversi tornanti, giunti ad un bivio ubicato a quota 1000 m. circa, imboccare la strada sterrata di sinistra, che, percorsa per circa 1 km, ci conduce a Piano Vernà, in un area densamente alberata e ricoperta con ceppaie di castagno. E in questo pregevolissimo contesto am- bientale che è stata realizzata lʼarea attrezzata composta di diversi strutture ricettive quali tavoli, panche, altalene, punti cottura, cestini per spazzatura, cestini portavasi, fontanella con acqua di sorgente ed uno spiazzo per gioco dei bambini. Annessa allʼarea cʼè una casetta forestale adibita prevalentemente a magazzino, che ben si inserisce e si intona con lʼambiente.
Per accedere a questʼarea è preferibile contattare preventivamente lʼIspettorato Dipartimentale delle Foreste di Messina, competente per territorio. Interessante la presenza nellʼarea di platani orientali e di specie erbacee rare quali la viola montana e la scilla bifora.

Gastronomia

Tradizioni

Natura

Territorio

Storia